martedì 26 maggio 2009

Il mio Disco della Settimana (18 e 19)

Questa settimana raddoppio e propongo a chi passa ogni tanto da queste parti almeno due dischi. I motivi di questa scelta sono molteplici e li vado ordunque ad elencare in ordine sparso:
1 - Sono rimasto indietro due settimane fa e quindi per arrivare ai 50 dischi recensiti e messi a 'budget' per il 2009 (considerando una breve pausa ad Agosto) mi occorre recuperare;
2 - Considerato il fatto che molti ritengono, a mio avviso erroneamente, i dischi strumentali in qual misura incompleti e quindi inferiori a quelli con una voce cantante, per soddisfare comunque il palato di tutti ne metto due contemporaneamente;
3 - I due nuovi album in questione seppur molto diversi strutturalmente e musicalmente sono a mio modo di vedere entrambi accomunabili a livello emozionale. E sto parlando di grande Musica (con la 'M');
4 - Volendo svolgere finanche una funzione 'sociale', per così dire, il proporre l'ascolto di questi due gioiellini potrebbe essere una risposta all'ondata di afa infernale che sta attanagliando in questi giorni le nostre città: l'effetto, fidatevi, è quello di immediato e godurioso refrigerio! :)
5 - A volte bisogna infrangere certi luoghi comuni per cui determinati generi musicali debbano per forza essere elitari e per questo di non facile fruibilità per l'ascoltatore qualunque. Ed ecco quindi un paio di esempi in tal senso....


Allen Toussaint - The Bright Mississippi


Audio CD (April 21, 2009)
Original Release Date: 2009
Number of Discs: 1
Label: Nonesuch
ASIN: B001PSQGQI
GENRE: Jazz, Blues.

1. Egyptian Fantasy
2. Dear Old Southland
3. St. James Infirmary
4. Singin' The Blues
5. Winnin' Boy Blues
6. West End Blues
7. Blue Drag
8. Just A Closer Walk With Thee
9. Bright Mississippi
10. Day Dream
11. Long, Long Journey
12. Solitude

Quando il più grande pianista vivente (e questo lo dice Van Dyke Parks, non il sottoscritto) si mette a fare un nuovo disco, c'è sempre la naturale curiosità di ascoltarlo. Quando poi questi viene affiancato da un super gruppo (Marc Ribot, David Pitch, Brad Mehldau, Don Byron, Nicholas Payton, Joshua Redman e Jay Bellerose) e prodotto da un talento naturale quale Joe Henry (l'unico cantautore delle nuove generazioni, insieme a William Elliott Whitemore, degno di poter essere considerato almeno in parte l'erede di Tom Waits), beh la curiosità diventa in qualche modo impellenza. E se a ciò si aggiunge l'imperitura bellezza dei brani presenti nell'album, materiale vario di Thelonious Monk, Sidney Bechet, Duke Ellington, Django Reinhardt ed altri ancora, beh l'impellenza s'è già trasformata in adorante referenza. Si perchè qui ci troviamo di fronte ad un pezzo unico nel suo genere. La classe sconfinata e strabordante esaltata in tutta la sua minuziosa grandiosità: un immersione totale in quelle atmosfere da delta del Mississippi (il titolo del disco, oltrechè omaggiare Monk, è decisamente tautologico) che hanno creato in un certo senso tutta la musica moderna. L'esecuzione della super band poi è decisamente sublime: rispettosa della classicità degli standard (insomma la 'St. James Infirmary' acidognola propostaci da Lanegan & Dulli lo scorso anno sembra un'altra cosa davvero), ma con un tono comunque di indubbia freschezza; in tre parole: rinnovamento nella continuità. 
E' il Mississippi il protagonista indiscusso, il grande fiume dispensatore di vita e di morte, di prosperità e miseria, di luce e buio al tempo stesso ed ascoltando questo disco non vi sarà difficile ritrovarvi a due passi da Lui, in qualche bar fumoso e malfamato del quartiere francese con un Creole Bloody Mary in mano. Come un ex hipster dalla voce di orco cantava qualche anno fa: I wish I was in New Orleans, a bottle and my friends and me, New Orleans, I'll be there..

VOTO: 8,5




Riceboy Sleeps - Riceboy Sleeps


Audio CD (July 21, 2009)
Original Release Date: 2009
Number of Discs: 1
Label: Beggars Xl Recording
ASIN: B002ANHMBU
GENRE: Ambient.


1. Happiness
2. Atlas Song
3. Indian Summer
4. Stokkseyri
5. Boy 1904
6. All The Big Trees
7. Danìell In The Sea
8. Howl
9. Sleeping Giant

C'è qualcun altro, oltre me, qui in astinenza da Sigur Ròs? Cioè il loro ultimo, splendido 'Con un ronzio nelle orecchie suoniamo all'inifinito' (detto in italiano che in islandese non ce la faccio proprio) è solo di un anno esatto fa, ma essendo stato un disco strabiliante (nella mia top 3 del 2008, se ben ricordo, insieme agli Shearwater e a Scott Matthew) se ne sente subitaneamente l'assenza. Ebbene Riceboy Sleeps non è esattamente il nuovo album dei Sigur Ròs, ma di questa negazione occorrerebbe evidenziare 'l'esattamente', non certo il 'non è'. Trattasi infatti, ma potrei anche evitare di dirlo visto che risulta del tutto evidente all'ascolto, del primo disco solista di Jon Thor Birgisson (cioè Jonsi), colui che dei Sigur è anima portante, oltrechè voce e frontman del gruppo. Disco realizzato col suo boyfriend, Alec Somers dei Parachutes, con la sorpresona di essere (quasi completamente) strumentale. Dico 'sorpresona' perchè onestamente non ricordo alcun altro disco solista strumentale fatto da un cantante di qualsivoglia band. D'altronde non è questo che però caratterizza l'album, o almeno non lo fa in maniera decisa quanto le sublimi sensazioni che ti fa provare all'ascolto. Naturalmente ci troviamo di fronte al più classico planare sui desolati deserti artici che Jonsi ci ha da sempre proposto nel suo percorso musicale. Le atmosfere sono sempre rarefatte e sognanti, ma rispetto alla musica dei Sigur Ròs qui le soluzioni elettroniche hanno la meglio sulla strumentazione classica. E anche la quasi totale assenza della sua inconfondibile voce da elfo delle lande ghiacciate ne amplifica la portata onirica a metà fra il fluttuare etereo nel cielo terso e la crudele visione della nostra terra malata. Un disco epico che ha il non deprecabile merito aggiuntivo di far abbassare di tre gradi già alla partenza della ossimorica 'Happiness' (canzone che era già stata anticipata nella compilation benefica 'Dark Was The Night' di cui vi ho parlato qualche mese fa) la temperatura della stanza in cui ti ritrovi ad ascoltarlo. Fa bene al corpo come all'anima, insomma :)

VOTO: 8,5 anche a Jonsi!


6 commenti:

Addison ha detto...

Ciao ZERU TITULI.

Non pensavo tu rosicassi tanto.

;))


Saluti,
Addison.

PS: ricorda: noi onestissimi e puri come acqua di fonte.

birdantony ha detto...

ma smettila!!! :) senti, a proposito, mi servirebbe un passaporto con la nazionalità americana, che faccio vado su in via Durini da Moratti o dici che il falsario l'ha licenziato dopo che aveva fatto il lavoro al Cino??? :P

Addison ha detto...

Se è per l'america del sud.....
"se po' vedè".

Addison ha detto...

dimenticavo:
a mississippi non mancano due lettere?

birdantony ha detto...

hai ragione caro. sto diventando proprio dislessico e mi sa che quel passaporto non me lo merito proprio! :)

Lu ha detto...

Complimenti. Complimenti.. Complimenti!

Hai un ottimo gusto, e io mi godo beatamente i tuoi consigli musicali!
Bravò, continua così!
Lu.