lunedì 27 febbraio 2012

http://almostblueinreverse.wordpress.com

E' ufficiale. Questo blog rinascerà a giorni su http://almostblueinreverse.wordpress.com . Giusto il tempo di capire come si personalizza il tutto.

venerdì 24 febbraio 2012

I'm gonna phoenix



probabilmente su wordpress però.

mercoledì 15 dicembre 2010

Classificone del 2010

Niente trucco e niente inganno, solo il contatore degli ascolti dell'iPod in ordine decrescente. Magari risultano penalizzate alcune nuove uscite (Hugo Race e i The Coral acustici), ma quest'anno massimo dell oggettività e della trasparenza! :) Vai col countdown......

30) Le Noise. Neil Young
29) Constant Companion. Doug Paisley
28) Grey Oceans. Cocorosie
27) Cattive Abitudini. Massimo Volume
26) Beam Me Up!. Daniel Johnston & The Beam Orchestra
25) Becoming A Jackal. Villagers
24) The Devil And I. Lone Wolf
23) Brothers. The Black Keys
22) I'm New Here. Gil Scott-Heron
21) Elva Snow. Elva Snow

20) Admiral Fell Promises. Sun Kil Moon
19) Have One On Me. Joanna Newsom
18) Vexations. Get Well Soon
17) Per Ora Noi La Chiameremo Felicità. Le Luci Della Centrale Elettrica
16) Mirror Mirror. The Irrepressibles
15) The Suburbs. Arcade Fire
14) Dear God I Hate Myself. Xiu Xiu
13) God Willin' & The Creek Don't Rise. Ray LaMontagne & Pariah Dogs
12) I See The Sign. Sam Amidon
11) All Delighted People/Age Of Adz. Sufjan Stevens

10) Inter Ambiter. Inlets
9) The Wonder Show Of The World. Bonnie 'Prince' Billy & The Cairo Gang
8) Ain't No Grave - American Recordings VI. Johnny Cash
7) And The Pioneer Saboteurs. Micah P. Hinson
6) Swanlights. Antony & The Johnsons
5) High Violet. The National
4) The Courage Of Others. Midlake

ed ora vai col podio....

3) Grinderman II. Grinderman

2) The Golden Archipelago. Shearwater

1) Queen Of Denmark. John Grant

Senza avere la pretesa di dire che questi siano i dischi più belli dell'anno. Semplicemente sono quelli che ho ascoltato di più! :) A brevissimo i link e la tracklist della compilation riassuntiva dei 30 suddetti albums....


martedì 14 dicembre 2010

Abbiate sfiducia

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Vince lui. Perde l'Italia. Come al solito.

domenica 12 dicembre 2010

L'inno ufficiale del Natale 2010

A breve si torna a pieno regime, con classifiche e compilations di fine anno. Anche perchè quell'infame di Joyello ne ha messa una da par suo, difficile da superare, QUI.
Nel frattempo questa è la canzone con la 'C' di questo Natale. Non posso pubblicizzare troppo i nomi dei grandissimi artisti coinvolti nel progetto, anche per non scatenargli contro la procura antidoping, io comunque sono Boy George..

martedì 2 novembre 2010

Meglio gay?

O vecchio bavoso puttaniere pedofilo?

Mentre vi arrovellate sulla risposta, giuro che quella che segue non è una mia cazzata, o opera di un arguto autore di satira, ma la sacrosanta verità...

Roma, 29 ott - Sara' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ad aprire la conferenza nazionale della famiglia che si terra' a Milano dall'8 al 10 novembre. Lo ha confermato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio alle Politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Hahahahahaahahahahahahahaha

Vabbè, allora io proporrei quest'inno per la conferenza nazionale della famiglia..




giovedì 28 ottobre 2010

Il Nostro è stanco

"This last year I haven't travelled at all. I've been in a quandary – I have a problem with the amount of travelling there is, so it's a huge issue. And does that mean I'm never going to tour again? I don't really know."



Niente più concerti? Io non ci credo..

lunedì 18 ottobre 2010

Almost Blue In October

Si lo so e lo ripeto, come direbbe anche Joyello, sono un blogger da strapazzo con le mie pause alla Celentano. Anyway ogni tanto ritornano e si manifestano e visto che da più parti mi si richiede la compilation ottobrina, son tornato per riporvela nella vaschetta. Compilation bell'autunnale con ben tre bonus track, che da sole varrebbero il prezzo del biglietto (tipo una galoppata con dribbling e cross finale del buon Milos Krasic). Ma bando alle ciancie..



Bitter Beauty
JASON COLLETT
Big Sur
SISKIYOU
The Hair Song
BLACK MOUNTAIN
Jail
DONOVAN WOODS
Fields Of Green
GIANT SAND
Anda Jaleo
JOSEPHINE FOSTER
Futile Devices
SUFJAN STEVENS
Fuck Me
YANN TIERSEN
Stormy Weather
TEITUR
Love And War
NEIL YOUNG
Praises In Your Name
ADAM HATWORTH STEPHENS
Dia Dos Namorados!
BROKEN RECORDS
I Stand Alone
DOUG PAISLEY
The Taking Under
ELF POWWER
Jimmie Standing In The Rain
ELVIS COSTELLO
Fra Le Tue Braccia
PAOLO CONTE
...
Acts Of Man
MIDLAKE Live At The Denton Sessions
Thank You for Your Love
ANTONY Live At Later With Jools Holland
Where Dreams Go To Die
JOHN GRANT Live In Bella Union Studio


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lunedì 27 settembre 2010

Il Mago di Adz


Premesso che l'elettronica io la digerisco più o meno allo stesso modo di un piatto di cozze ripiene, l'impatto col nuovo album di Sufjan è stato tipo un pugno sullo stomaco a maggior ragione dopo l'EP dello scorso mese. La digestione è lenta, perchè il piatto è talmente ricco che straborda di grassi e carboidrati. La professoressa Boschero (a proposito stasera ore 21:00 su Radio2 la 'nostra' intervista ad Antony, più uno speciale su 'Swanlights') descrive 'The Age of Adz' come ".. un'apocalisse elettronica per orchestra e nintendo.." direi in modo molto calzante. Più modestamente il vostro si limiterebbe ad un: "suona come gli Animal Collective arrangiati da Van Dyke Parks", che secondo me è altrettatnto calzante. Assolutamente da provare (vedasi il link qui a destra) perchè si candida (una volta digerito) ad essere l'album dell'anno! Bluuuuuuuuurp (scusate in genere non sono così maleducato!)

lunedì 20 settembre 2010

M'hanno cassato la compi, sigh

Ora non si limitano a mettere offline i link, ma cancellano anche il post di provenienza, sigh. Provo a rimettere Almost Blue In September (senza tracklist) nei commenti a questo post!

mercoledì 15 settembre 2010

Le luci del cigno (ultima parte)

Flètta (8): Una sorpresa questa, almeno per me, visto che non mi posso esattamente annoverare tra i fan di Bjork. Non che mi aspettassi disastri, ma di certo nemmeno questa piccola gemma astrattista. Antony racconta che il pezzo è nato in Giamaica durante le registrazioni di Volta quando sedutosi al piano e strimpellando una melodia la stessa Bjork ha cominciato ad improvvisare vocalmente in una lingua che oscillava fra l’islandese e il completamente inventato solo per il gusto onomatopeico del suono dei fonemi. Di fatto la canzone è questa, dato che poi lui ha solo aggiunto la sua parte vocale, limitandola ai controcanti. E l’insieme ha in se qualcosa di magicamente arcano. Mi fa pensare al cabaret e a Weil/Brecht, magari però trasposti nel mondo degli elfi.

Salt Silver Oxygen (8,5): Il grado di civiltà di una società non si misura attraverso le sue punte di progresso più avanzate, bensì nel modo in cui vengono trattati gli ultimi, i diversi. Una società che li emargina e li mortifica non può dirsi civile. No, non è il Vangelo, ma Antony ascoltato da queste mie stesse orecchie. Lui è anche convinto che il mondo sarebbe migliore se a governarlo fosse il femminino, inteso come sensibilità, visione e istinto procreativo. Elect the salt mother. E’ più che un invito elettorale è Cristo che si fa femmina, perché come maschio ha miseramente fallito. Ed è anche una cavalcata sinfonica di un Nico Muhly ispiratissimo.

Christina’s Farm (9): E alla fine la circolarità delle melodie trova il suo concretizzarsi concettuale. Partiti con ‘Everything Is New’ ci ritroviamo alla fine del viaggio. “.. everything was new, tenderly renewed ..”, ma in realtà non ci siamo mossi neppure di un millimetro è il nostro spirito il vero viaggiatore, per mezzo degli stati d’animo che si sono susseguiti attraverso la consapevolezza di cosa si è, come si è, perché si è e dove si è. E poco importa che magari si è nella fattoria di Christina Chalmers (la mamma di Sierra e Bianca Casady) in Camargue, nel sud della Francia. Il luogo conta solo in quanto fattore d’ispirazione per vedersi con occhi diversi, occhi nuovi. E d’incanto tutto quello che ci circonda diventa diverso. Diventa nuovo. Sette minuti e venti di pura grazia.

E’ di nuovo notte. Devo assolutamente mettere questo disco di nuovo dall’inizio. Ci saranno sicuramente passaggi, sensazioni e sfumature che mi sono sfuggite. Perché ‘Swanlights’ è un disco più consistente, eppure allo stesso tempo anche più intangibile, di quelli che l’hanno preceduto. Non so ancora se migliore o peggiore, questo sarà solo il tempo a dirmelo. Anzi lo dirà al mio spirito, che sotto forma di fantasma violetto, si libererà danzando alla luce riflessa dalle increspature dell’acqua.

martedì 14 settembre 2010

Le luci del cigno (seconda parte)

Violetta (s.v.): 35 secondi di interludio neoclassico a richiamare almeno nel titolo La Traviata, un’introduzione che non esiterei a definire superflua, anche perchè..

Swanlights (9,5): Eccolo il pezzo che aspettavo da anni. Qualcosa che portasse la sua vocalità su una dimensione oscura, magmatica, malsana, molto Scott Walker nella sua ultima trilogia. Già fin da subito fa capolino l’inquietudine col primo verso mandato al contrario, anche se non esattamente un messaggio satanico (tranquilli, dice solo un innocuo: “he’s everything”) e poi il pianoforte che si distende su un tappeto di droni elettrici, basso e chitarra che non accompagnano la melodia, ma creano un’atmosfera misteriosa a tratti claustrofobica sulla quale la voce di Antony, su più tracce audio, si dispiega in un recitativo cantilenante. Socchiudendo gli occhi quasi riesci a vederlo l’effetto della luce riflessa nell’acqua increspata che evoca il tuo spirito e lo lascia danzare ammantato solo della sua ritrovata libertà. Un oscuro canto sciamanico che accompagna ombre danzanti nella notte. Pietra miliare.

The Spirit Was Gone (8): Probabilmente l’unico pezzo dell’album, davvero scritto in una canonica forma canzone, cioè con una melodia che si dipana in strofe ed incisi crescenti. Ricorda molto da vicino, almeno musicalmente, le cose di ‘I Am A Bird Now’ con quella sua circolarità minimal-cameristica raddolcita dall’intervento, che si fa via via sempre più corposo, della sezione archi dei Johnsons. Siamo dalle parti di ‘Man Is The Baby’ e ‘What Can I Do’ insomma, eppure il testo ci riporta ad una nuova riflessione sulla dicotomia corpo/spirito presente in tutto questo nuovo disco. Delicato, seppur tendente al drammatico, affresco per stemperare la visionarietà inquietante della title track che l’ha preceduto e riportarci su ambientazioni più confortevoli e consone da parte del Nostro.

Thank You For Your Love (7,5): Come già capitato in passato, probabilmente è destino che il primo singolo si riveli la canzone forse meno riuscita del disco, ma ad ogni modo anche questa volta io la penso così. Non che il pezzo sia brutto in se e addirittura risulta in un certo qual modo anche funzionale allo sviluppo dell’album dal momento che aggiunge quel pizzico di leggerezza necessaria dopo la drammaticità delle due canzoni precedenti. Antony racconta di averlo scritto nell’ormai lontano 1992 appena giunto a New York, dedicandolo ad una persona specifica che gli stette vicino in quegli anni turbolenti, accompagnando la sua crescita umana ed artistica. Da qui la scelta di inserire nel video ufficiale foto e spezzoni di vecchie pellicole su Super 8 che lo ritraggono proprio in quel periodo e forse occorre proprio guardarselo il video mentre si ascolta la canzone per poterla apprezzare appieno.

[CONTINUA]

Le luci del cigno (prima parte)

Antony & The Johnsons - Swanlights


E’ notte. C’è una strana luce che si riflette nell’acqua, accarezzandone le increspature. Tutto sembra acquietarsi. Lo spirito si fa forza e fuoriesce dal corpo. E’ un fantasma di colore viola e trova la sua giusta dimensione nel conforto di queste luci magiche. Swanlights. Naturale prosecuzione di ‘The Crying Light’, al quale segue sorprendentemente, per i tempi del Nostro, dopo appena un anno e mezzo. Cambia solo la prospettiva nello sguardo dell’artista che è rivolto non più verso il mondo esterno, bensì indugia nei meandri della propria interiorità. E’ un disco molto spirituale, pur sempre laicamente parlando, è meditativo, pur non meditabondo. E’ l’affresco di un’anima d’artista e comincia con..

Everything Is New (8): Finalmente immortalato nella discografia ufficiale uno dei pezzi più suggestivi negli show degli ultimi 5 anni. Antony lo accorcia e sceglie la versione con la band anziché quella orchestrale e in definitiva fa bene perché non si tratta di una canzone. Non c’è strofa, ne inciso, ne tantomeno il testo. E’ una sorta di mantra, non propiziatore e nemmeno celebrativo bensì una semplice presa d’atto. Parlando di questo pezzo Antony dice infatti che non vuole affatto esprimere tanto il nuovo o il rinnovamento in se, bensì una sorta di mutamento dello stato interiore che cambia la prospettiva di ciò che si osserva. Un po come vedere l’esistente con occhi differenti. Tutto è nuovo, niente è nuovo. Un piccolo classico.

The Great White Ocean (8,5): Comincia nel fade-out della precedente e fin da subito salta all’orecchio che si tratta di una versione riveduta e corretta rispetto a quella ‘regalata’ due anni fa alle collezioni di Prada. Non rivoluzionata, ma in un certo qual modo asciugata e linearizzata. Gli sperimentalismi elettroacustici sullo sfondo vengono attenuati per far risaltare voce e chitarra acustica. E’ una litania dolce e terribile al tempo stesso. Un’invocazione ai nostri cari, mai dimenticati, ad accoglierci nel grande oceano bianco dove nuotano le anime alla fine dell’esistenza terrena. E’ anche una preghiera per il ricongiungimento e un’esortazione a non dimenticarci mai, invece di dirgli noi: “Non ti dimenticheremo mai”. Questa canzone a me commuove fin quasi alle lacrime. E non voglio aggiungere una riga di più.

Ghost (9,5): Ecco che arrivano Nico Muhly ed orchestra sinfonica (che poi però torneranno anche più avanti) e siamo già ad uno dei vertici assoluti di questo disco, ma non solo di questo disco. Antony l’ha definita una canzone carica di gioia e di ottimismo. E’ un po l’espressione di quello stato che lui definisce le luci del cigno. Lo spirito viola che fuoriesce dal corpo sotto forma di fantasma e cambia pelle come un serpente. Si libra nell’aria curioso ed irrequieto per osservare e capire il mondo, quello tangibile e quello intangibile. La costruzione musicale poi la trovo sublime, con il pianoforte inquieto che introduce e inframmezza le soavi aperture sinfoniche degli archi. Un pezzone davvero.

I’m In Love (7,5): Dopo tanta spiritualità ecco arrivare un pizzico di leggerezza introdotta da un giro melodico che ricorda un po il ‘fra martino campanaro’ se ci fate caso. E’ un Antony anche per la prima volta un pizzico psichedelico, tra flauti traversi, organo e percussioni improvvisate mentre celebra l’Amore, e anche questa a dire il vero è una novità per lui. Canzone gradevole che a me fa venire in mente i Fleet Foxes, un piacevole intermezzo prima di giungere ad un altro dei vertici assoluti del suo intero repertorio finora.

[CONTINUA]


lunedì 13 settembre 2010

Le luci del cigno (prefazione)

Vi giuro che ho una faccia da ebete, ma qui veramente sembro più ebete del solito (chissà come mai!!!)

giovedì 9 settembre 2010

Tornerò..

..alle luci del cigno!!!

martedì 24 agosto 2010

martedì 10 agosto 2010

Alex goes unplugged

Si, per qualche giorno credo proprio di tenere staccata la spina di qualunque utensile si serva della corrente alternata. Sono decisamente cotto. Ma non posso lasciarvi senza l'almost blue agostana, anche perchè, chi ha detto che ad agosto non escono dischi? E quindi in tema di staccare la spina, questa compilation di novità e previews sarà quasi completamente unplugged e decisamente folkeggiante. Buon ascolto e.. a presto!


01. Thank You For Your Love
ANTONY AND THE JOHNSONS
02. She Was Raised By A Man With A Sickness
BRADLEY HATHAWAY
03. Cincinnati
NICK JAINA
04. Drunkdards Dream
DEAD BROTHERS
05. Spawl I
ARCADE FIRE
06. Hard Times
JOE PURDY
07. Nothern Skies
I AM KLOOT
08. You Were A Boxer
PACIFIC OCEAN FIRE
09. Simple Fates
RAVENNA WOODS
10. Nerves Of The Nightmind
FRONTIER RUCKUS
11. Treat You Like A Woman
JOHN McKEOWN
12. Fever
DAVE CLOUD & THE GOSPEL OF POWER
13. The Message
MIDNIGHT JONES
14. Wayfaring Stranger
RED HORSE
15. Nickel Mountain
THE TIN HAT TRIO
16. Returnal
ANTONY/FENNESZ


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venerdì 6 agosto 2010

Thank You For Your Love EP


Pare che lo smilzo in copertina sia proprio Antony nei primi anni '90 al suo arrivo nella grande mela, lo so sembra strano ma è così! E sembra strano anche questo EP, come in parte vi avevo già scritto. Sicuramente non il suo migliore, ma probabilmente utile alla causa. Che poi sarebbe accendere i riflettori in attesa della vera 'bomba', quello 'Swanlights' che arriverà invece nei primi giorni di ottobre. 'Thank You For Your Love' e 'My Lord My Love' sembrano un po due spin-off rispettivamente di 'Fistful Of Love' e 'You Are My Sister' (basta ascoltare gli accordi del pianoforte, per capire il perchè! :D) e infatti sono due pezzi relativamente 'vecchi' (il primo accennato diverse volte nei concerti di questi ultimi anni e il secondo, già bonus track di 'The Crying Light' e ascoltato live per la prima volta addirittura a Jesi, 2004). 'You Are The Treasure' invece è una piccola nenia circolare e delicata, un lieder pianistico messo a disposizione di una semplice ed innocente dichiarazione d'amore. E poi ci sono le cover davvero 'strane' anch'esse: un pezzo semisconosciuto di Bob Dylan e un altro invece ultraconosciuto di John Lennon, dove si passa alla chitarra acustica e dove c'è tutto l'Antony del prendere o lasciare. Noi, naturalmente, lo prendiamo ancora una volta, ma non ci stupiremmo se qualcun'altro invece decidesse di lasciare.
L'EP, in attesa della sua uscita (solo in vinile, ma non ho ben capito se sarà solo in quel formato) il prossimo 30 di agosto da ieri sera viene regalato in digital download preordinando 'The Swanlights' nei vari formati (libro+cd; edizione vinile con duetto con Bjork; edizione cd, anche qui duetto incluso, etc etc..) sul sito www.swanlights.com ma ad ogni modo (solo per chi avesse già preordinato il disco precedentemente su amazon, naturalmente!!!) nei commenti, trovate un link..

venerdì 30 luglio 2010

Nella batisfera

"Quando avevo 7 anni, sognavo di vivere in una batisfera". Che poi sarebbe una cupola di vetro immersa nelle profondità marine, e che penso in una sola frase possa descrivere benissimo il mondo interiore di Callahan, quello che poi si esprime nella sua musica e nelle sue parole. Al contrario però della mia retrospettiva su Bonnie 'Prince' Billy, questa volta non ho scelto una canzone per album, bensì mi sono concentrato sulla sua produzione più recente (diciamo gli ultimi 6 dischi con un piccolo tuffo nel passato relativamente alla simil title track), perchè credo che tutto il suo percorso a partire dal lo-fi estemo degli esordi in fondo sia stato finalizzato per giungere a ciò che è e rappresenta oggi. Un istant-classic, unico ed inimitabile. Bastano le prime due note di un arpeggio, che poi sarà ripetuto allo stremo di una perpetua circolarità o una lenta rullata di batteria introduttiva, ancor prima del suo cantato caldo e distaccato al tempo stesso, per farcelo individuare con indubitabile certezza. La accendiamo? Si è Bill Callahan in arte Smog, confermo!
Restrospettiva musicale che ho articolato su due CD, il primo da studio ed il secondo live con il concerto del 2009 trasmesso da Arte.. en direct de la Route du Rock). Ah, nel file rar ho messo anche un pdf con tutti i testi delle canzoni selezionate, che Callahan è un altro signore per cui ciò che dice assume una valenza altrettanto importante rispetto al come lo dice!
Insomma chi lo conosce già troverà in questa retrospettiva dell'ottimo materiale per un ripasso, mentre per tutti coloro ancora piuttosto estranei alle sue straordinarie canzoni un invito ad entrare nella batisfera. Sono certo che non ne resterete delusi!


CD1:
Bathysphere
Feathers By Feathers
Jim Cain
Say Valley Maker
Our Anniversary
From The Rivers To The Ocean
I'm New Here
Dress Sexy At My Funeral
Vessel In Vain
Diamond Dancer
Eid Ma Clack Shaw
A Guiding Light
Rock Bottom Riser
Ambition
Too Many Birds
All Thoughts Are Prey To Some Beast

CD2:
Our Anniversary (Live)
Diamond Dancer (Live)
The Wind And The Dove (Live)
Too Many Birds (Live)
Bathysphere (Live)
Jim Cain (Live)
All Thoughts Are Prey For Some Beast (Live)
Say Valley Maker (Live)
Eid Ma Clack Shaw (Live)

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martedì 27 luglio 2010

Immagina..

.. che piaccia addirittura a Joyello! Si lo so potete dire che sono un sognatore! :D