lunedì 9 marzo 2009

La musica del 2009

Non c'è che dire, questo 2009, probabilmente per la morte annunciata delle majors ormai agli ultimi rantoli, si sta caratterizzando come uno degli anni più fecondi per la musica indie. Qualche amico mi dice che io sia di manica troppo larga nei voti dei dischi di cui sto parlando qui, e forse hanno anche un pò di ragione, il fatto è che potendo scegliere di cosa scrivere, naturalmente scelgo solo le cose che più mi piacciono e bypasso ogni altra. E poi scusate ma 8 significa 'buono' e 9 'ottimo', non capolavoro superstellare! :) Comunque a breve altri due discazzi sicuramente da 9, i nuovi Grizzly Bear e The Decemberists. Ripeto, a mio modo di vedere, non ricordo una tale infornata di ottimi albums in così poco tempo davvero!

venerdì 6 marzo 2009

Il mio disco della settimana (7)

Ogni promessa è debito e nonostante questa settimana abbia già il suo disco potrei comunque avantaggiarmi per la prossima:

BONNIE 'PRINCE' BILLY - Beware


Audio CD (March 17, 2009)
Original Release Date: 2009
Number of Discs: 1
Label: Drag City
ASIN: B001QIRSKA
GENRE: Country, Singer/Songwriter, Folk.

1. Beware Your Only Friend
2. You Can't Hurt Me Now
3. My Life's Work
4. Death Final
5. Heart's Arms
6. You Are Lost
7. I Won't Ask Again
8. I Don't Belong To Anyone
9. There Is Something I Have To Say
10. I Am Goodbye
11. Without Work, You Have Nothing
12. Afraid Ain't Me

Se penso che Will ed io siamo praticamente coetanei (5 giorni di differenza) mi prende un pò di sconforto. E' vero lui sembra mio padre ed io mi ritrovo, più o meno, con tutti i capelli ancora in testa, ma di fronte ai suoi 19 albums, collaborazioni con Tortoise e Matt Sweeney escluse, (+ una quarantina di EP) non mi è difficile constatare quanto io non abbia combinato un cazzo nella vita. Ok, torniamo a lui che è meglio. Dicevo della sua bulimia autorale che lo ha portato in soli 12 anni di carriera ad invadere gli scaffali delle discoteche (letteralmente parlando) come Will Oldham, Palace, Palace Brothers e Bonnie 'Prince' Billy (a proposito questi ultimi saranno nicknames o monikers? Solo Joyello potrebbe spiegarmelo!). La cosa strana però è che per lui quantità è un concetto che non inficia minimamente la qualità del prodotto. Puoi sempre contare sulla sua musica e sulle sue parole, non sono mai ne scontate ne paradossalmente eccessive e questa, perdonatemi, ma è una riflessione piuttosto oggettiva che va al di la dei gusti personali di chi vi scrive. Certo all'interno della sua incessante opera musicale ci sono delle vette e dei momenti di meno incisiva ispirazione, ma nulla mai al di sotto dell'eccellenza (e mi accorgo solo in questo momento che sto cominciando ad usare la parola 'eccellenza' con troppa facilità. Mi starò Bonolisizzando? Mah..). E 'Beware', da qualsiasi lato lo si voglia analizzare, non può non essere annoverato tra le vette di cui sopra. Certo anche lui, come un altro cantautore americano che io amo molto cioè Jason Molina (peraltro anche lui piuttosto bulimico e afflitto da sindrome multi-identitaria: Magnolia Electric Co., Songs Ohia, etc...), da qualche tempo ha decisamente imboccato la strada che io preferivo meno tra quelle che aveva lasciato presagire, quella cioè della classicità cantautorale made in USA (leggasi: contemporary country), però se i risultati sono questi, beh continui pure così! 'Beware' in un certo senso è la summa maxima di tutto ciò che finora Will ci ha proposto. Dentro ci trovi l'intimismo dark di 'I See A Darkness', certi sperimentalismi di 'Superwolf', l'intensità di 'Master And Everyone', il romanticismo di 'The Letting Go', eppure l'insieme suona piuttosto differente da ogni singola parte presa a se stante. E' un disco a tratti epico, pieno di strumentazione, di incedere decisamente maestoso, ricco di spunti ed idee che travalicano i confini del cantautorato country-folk. Proprio lui, a cui basterebbe solo una chitarra acustica e la sua voce vibrante per frantumare ogni cuore dell'emisfero occidentale, decide di aggiungere e non di togliere. Un'orgia sonora fatta di fiddle (il violino country), pedal steel, accordion, fiati, organo hammond, e una moltitudine di backing vocals che per una volta abbracciano voluttuosamente la sua prosa emozionale e a tratti pisocanalitica fino a rendere in un certo senso colma di speranza la sua abituale disperata rassegnazione. L'impatto è infatti quello di un disco solare, a tratti gioioso, nonostante al solito morte e dolore non sono avulse dalla narrazione. Io lo definirei un 'instant classic' proprio perchè risulta difficile trovargli una collocazione spazio-temporale. Ad ogni modo se anche voi, come me, avete uno scomparto semivuoto che stride con la restante confusione delle mensole che reggono il vostro archivio discografico e se in quello scomparto, anche voi, avete solo 'Nashville Skyline' di Bob Dylan, 'Songs Of Love And Hate' di Leonard Cohen e 'Harvest' di Neil Young perchè causa un certo pudore non avete avuto mai il coraggio di accostare un altro vinile a quei tre, beh 'Beware' potrebbe essere un'idea per cominciare a colmare quello spazio.

VOTO: 9

giovedì 5 marzo 2009

Live Broadcast (-23 all'alba)

Se siete tra coloro che hanno già in mano i biglietti per uno dei quattro concerti italiani a cavallo fra la fine del mese e l'inizio del prossimo probabilmente potete anche evitare di scaricare ed ascoltare l'oggetto di questo post. Almeno se siete tra quelli che amano le sorprese. Altrimenti, se non vi siete accaparrati i bliglietti (ormai terminati ovunque) proseguite pure! :) Ieri la NPR ha trasmesso e messo in streaming online la registrazione del concerto di Antony & The Johnsons in quel di Washington D.C. del 3 Febbraio scorso e parallelamente su Pitchfork.TV, sempre da ieri sera,  è possibile anche vedere i video di 5 delle canzoni presenti in scaletta. Eviterei ulteriori commenti da parte mia, visto che è risaputa la mia poca obiettività circa le performances del mio Antonione. Preciserei solo che dalla registrazione in oggetto è stato tolto il primo bis 'Cripple And The Starfish' (probabilmente per qualche imprecisione nell'esecuzione) e che nelle date italiane ci saranno buone possibilità di ascoltare, oltre alla riproposizione di questa scaletta, la cover di Bob Dylan 'I Was Young When I Left Home' che Antony ha inserito nella compilation benefica 'Dark Was The Night', di cui vi ho già parlato. Buon ascolto!!!

 
NPR intro
Where is my power?
Her eyes are underneath the ground
Epilepsy is dancing
One dove
For today I am a boy
Kiss my name
Everglade
Another world
Shake that devil
The crying light
Crazy in love
Fistful of love
You are my sister
Twilight
Aeon
Hope there's someone

mercoledì 4 marzo 2009

Live broadcast (Tante grazie al commercialista)

Si, davvero tanta gente dovrebbe ringraziare il commercialista di Leonard Cohen. A me vengono in mente ad esempio i 5000 che affollavano Piazza Napoleone lo scorso 28 luglio in quel di Lucca e che se non fosse stato per il suddetto (il quale ha fatto sparire qualcosa come 5 milioni di dollari alle finanze del Nostro, lasciandolo praticamente in bolletta) ben difficilmente avrebbero avuto la possibilità di assistere ad un concerto dell'ormai ottantenne maestro, precedentemente decisosi ad appendere il microfono al chiodo. A fine mese, tanto per rimpinguare ulteriormente le casse, uscirà un doppio CD + DVD che testimonierà in maniera esaustiva il suo ultimo tour (in una delle date londinesi) e come aperitivo la NPR ha trasmesso in diretta lo showcase di presentazione tenutosi in quel del Beacon Theatre a Manhattan lo scorso 26 febbraio.


Questa la setlist..

"Dance Me to the End of Love" 
"The Future" 
"Chelsea Hotel" 
"Tower of Song" 
"Suzanne" 
"The Partisan" 
"Hallelujah" 
"Recitation With N.L." 
"Take This Waltz" 
"So Long Marianne" 
"First We Take Manhattan" 
"Democracy" 

..che più che una setlist è un vero e proprio pezzo di storia della musica!


P.S.: Grazie all'amico fulltext di vinylsociety (che peraltro è la miglior comunità virtuale in tema di musica che esista, provare per credere) che ha grabbato lo show!

Il mio disco della settimana (6)

9 euri e 90 spesi davvero bene. E se la FNAC non ci fosse nella vostra città, come nella mia, don't worry: www.fnac.it!

AFTERHOURS Presentano - Il Paese E' Reale

Audio CD (February 25, 2009)
Original Release Date: 2009
Number of Discs: 1
GENRE: Indie, Alternative.

01 Afterhours - Il paese è reale
02 Paolo Benvegnù - Io e il mio amore
03 Marco Parente - Da un momento all’altro
04 Dente - Beato me
05 Cesare Basile - Le canzoni dei cani
06 A Toys Orchestra feat. Luca D’Alberto - What you said
07 Reverendo - California
08 Calibro 35 - L’uomo dagli occhi di ghiaccio
09 Il teatro degli orrori - Refusenik
10 Roberto Angelini - Tempo e pace
11 Beatrice Antolini - Venetian hautboy
12 Zu - Maledetto sedicesimo
13 Zen Circus - Gente di merda
14 Marco Iacampo - Che bella carovana
15 Mariposa - Le cose come stanno
16 Settlefish - Catastrophy liars
17 Disco Drive - The giant
18 Marta sui tubi - Mercoledi
19 Amerigo Verardi + Marco Ancona - Mano nella mano

Probabilmente questo è il primo caso di un disco che mi piace come forma ancor più che come sostanza. E' il tentativo di un quattro luglio esponenziale nell'Italia musicale: indipendenti nella produzione, come nella distribuzione. Per questo vorrei che ottenesse risultati egregi, sebbene la scelta della FNAC, tagliando di netto la 'cinghia' della distribuzione, mi lasci un pò perplesso. Magari la prossima volta si potrebbe tentare con Mediaworld che mi sembra molto più presente capillarmente nel territorio nazionale (sempre che ne avesse voglia e comunione d'intenti). Sul contenuto invece mi risulta difficile una recensione organica, come per tutte le compilations in generale, visto che di una raccolta piuttosto disorganica si tratta. La qualità media è comunque decisamente alta con delle punte di vera eccellenza. Benvegnù, ad esempio, si conferma il cantautore numero 1 sulla piazza, sempre tagliente e lucido come una fucilata in pieno petto e l'analisi che fa del nostro paese è ancor più spietata e feroce di quella degli stessi Afterhours. Parente si propone con uno dei suoi downtempo pop a tinte surreali, la Antolini mette in cartellone un nuovo numero circense del suo personale freak show, gli Zu rispondono con un'invettiva antipapale alla loro maniera (potente, quadrata ed inesorabile) e Pipitone dei Marta sui Tubi sfoggia gli abituali virtuosisimi vocali sull'altrettanto abituale pop sghembo. L'insieme è una fototografia abbastanza lucida dei microcosmi che popolano il paese reale, permeati di rabbia, speranza, amore, indignazione, disillusione, tenerezza. Tutta roba reale insomma, di quella che il paese catodico a modulazione di frequenza, e perciò solo virtuale, non trova il tempo e la voglia di rappresentare. Ma adesso fai qualcosa che serve, che è anche per te se il tuo paese è una merda: http://www.fnac.it


VOTO: 8

martedì 3 marzo 2009

La compilation di Febbraio

A breve come promesso parleremo del nuovo disco del principe, per ora invece ecco la consueta compilation col meglio dei miei ascolti mensili (+ gli Animal Collective che non so per quale motivo non l'avevo inseriti nel mixtape di gennaio). Peraltro come nell'ultima compilation ho inserito un paio di songs da un progetto benefico (Warchild, mentre a gennaio era Dark Was The Night) più tutta roba dagli album degli artisti in questione (eccetto che per Antony, il quale è presente con la b-side del primo singolo da TCL). Ecco la tracklist:

01. In the flowers - Animal Collective
02. Where is my power? - Antony & The Johnsons
03. White love - Bosque Brown
04. Wonderful/Song for children - Rufus Wainwright
05. The walls are coming down - Fanfarlo
06. Fire of birds - DM Stith
07. Promise me still - Saeta
08. Shampoo - Elvis Perkins In Dearland
09. And ever again - A Band Called Quinn
10. My life's work - Bonnie 'Prince' Billy
11. Sway - Heartless Bastards
12. Lost - Barzin
13. Heartbreaker - Jenn Grant
14. Disobey - Twilite
15. Brittle, crushed and torn - Marissa Nadler
16. The big sleep - Bat For Lashes ft. Scott Walker
17. Streets of Philadelphia - Casiotone For The Painfully Alone
18. Heroes - TV On The Radio

giovedì 19 febbraio 2009

Perchè Sanremo è Sanremo..

.. ma Dio invece stava da Letterman alla CBS a cantare di un suo pari, tale Eone..