lunedì 25 febbraio 2008

Economisti nel paese delle uova


Sono rimasto indietro con le puntate di Lost, quindi questa settimana doppia razione. La trama dei flash-forward (protagonisti coloro che se ne sono andati dall'isola) si tinge sempre più di fantaspionaggio stile Alias (per chi ha seguito l'altra serie TV di J.J. Abrams).

Lost - Stagione 4 - Episodio 3 'The Economist' (con sottotitoli in italiano)

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Sottotitoli

Lost - Stagione 4 - Episodio 4 'Eggtown' (con sottotitoli in italiano)

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Sottotitoli

martedì 19 febbraio 2008

Solo grandi successi.. (Febbraio 2008)

Si sono un pò in anticipo, lo so, ma siccome una playlist non può avere la durata di una compilation e nonostante questo Febbraio sia bisesto, dunque più lungo di 24 ore rispetto al solito, io lo faccio terminare oggi! Magari entro il 29 ne inserirò un'altra, che ad esempio sto già ascoltando i nuovi straordinari album dei Devotchka, dei Gutter Twins (che poi sarebbero Greg Dulli e Mark Lanegan) e dei Tindersticks. Per ora, però, buon ascolto!

Birdantony's playlist II (Febbraio 2008) - Durata 23'36"





1 - Truth Is Dark Like Outer Space - Evangelista (da 'Hello, Voyager'): Ogni anno la Constellation Records sforna almeno un disco da tramandare ai posteri, così è stato nel 2007 con 'North star Deserter' di Vic Chesnutt e prima ancora con 'Evangelista' di Carla Bozulich. E mi fermo qui visto che non a caso dietro al moniker Evangelista dell'album in questione si cela proprio la Bozulich con un'incredibile schiera di guest stars, dunque se avete amato il suo 'Evangelista' del 2006 amerete anche questi Evangelista e il loro 'Hello, Voyager', altrimenti la vedo dura anzichenò. Non omologabile in nessun genere musicale, non classificabile con nessun parametro di giudizio estetico, l'album è un immersione nell'anima tetra, riottosa e funerea di questa singolare cantautrice. 'Truth is dark like outer space', il pezzo in questione è forse quello che rispetta maggiormente i canoni di una canzone di musica leggera: voce roca e melodia incazzosa per organo su cui si dipana un ginepraio di distorsioni chitarristiche. Destabilizzatrice.

2 - Antropophagus - Baustelle (da 'Amen'): Corso Como (Milano Stazione Centrale), barboni e immigrati clandestini a contendersi gli avanzi della nostra civiltà globalizzata e mercificata. Uno spaccato surreale, cinico e tendente al macabro che comincia con un riff decisamente gallagheriano (dei tempi di 'Definitively Maybe'), per poi virare con forza verso pietanze alla Franco Battiato con un abbondante spruzzata di Bluvertigo nell'inciso, tanto per restare in ambito di antropofagia culinaria. Nulla di innovativo, insomma. Eppure in questo pezzo, come in quasi tutto 'Amen', si respira un'aria che da tanto tempo non mi capitava ascoltando un prodotto discografico made in Italy. Non saranno originalissimi, non saranno simpatici, non saranno i Radiohead però con questo disco fanno centro. Fanno centro al di là degli evidenti difetti, dei passaggi a vuoto, dell'inevitabile citazionismo, delle contraddizioni morali di cui cantano. O forse fanno centro proprio per tutto questo. Perchè di tutto questo è pregna la realtà che 'Amen' si prefigge di raccontare: la nostra società e le sue contraddizioni. Liturgici.

3 - Blind - Hercules And Love Affair (da 'Hercules And Love Affair'): Non sono mai stato un grande fan della dance music, neppure quando è prodotta in modo esemplare o contiene delle idee anche interessanti come quella di questo collettivo newyorkese capitanato da Andrew Butler. Eppure se vi capitasse di passare ad Ancona e magari di salire sull'autobus linea 46 delle 8 e dieci vi potreste imbattere in un idiota che si dimena con la ventiquattrore in mano e le cuffiette dell'ipod nelle orecchie. Non fateci caso però ed evitate gli sghignazzi. Il problema è che mi sono fatto un pò troppo prendere dal revival anni '80 degli Hercules And Love Affair e si che ai tempi non ero altro che un mocciosetto foruncoloso strafatto di seghe mentali. Ma come non battere a tempo il piede o lasciarsi un pò trascinare dalla ritmica retrò di questo disco? In 'Blind' poi la voce di Antony evoca insieme le calde profondità di Alison Moyet e gli svolazzi frù frù di Jimmy Sommerville e suppongo che il Vince Clark post Depeche Mode avrebbe sbavato per avere con un unica voce il meglio delle sue migliori creature (Yazoo e Communards). Accecante.

4 - Saro - Sam Amidon (da 'All Is Well'): Invece per rallentare un pochino i bpm mi affido a Sam Amidon, un cantautore che per esuberanza anagrafica e produttiva potremmo accostare benissimo a conor Oberst (Bright Eyes), ma che musicalmente parlando si avvicina molto pedissequamente a Will Oldham (Bonnie 'Prince' Billy). Il suo ultimo 'All Is Well' non è propriamente un album di cover, ma contiene una serie di classici tradizionali del folk a stelle e strisce rivisitati in chiave personalissima. La produzione è affidata all'islandese Valgeir Siggurdsson (già al lavoro con Bjork, Sigur Ros e per l'appunto Bonnie 'Prince' Billy) e agli innesti orchestrali e soft elettronici del compositore olandese Nico Mulhy (già al lavoro con Antony in un paio di suoi progetti solisti) che aiutano nel dare un tocco di moderno cosmopolitismo e di astrattismo concettuale a canzoni originariamente ben ancorate nel loro spazio e tempo. 'Saro' è una ballad delicata ed evocativa raccontata in prima persona da un immigrato, la sua meraviglia iniziale per un paese che lo accoglie e le difficoltà successive dell'integrazione. Poco importa che si trattasse del lontano 1849, certe cose, purtroppo, non cambiano mai. Riflessivo.

5 - Dig, Lazarus Dig!!! - Nick Cave & The Bad Seeds (da 'Dig, Lazarus, Dig!!!'): Ogni nuovo album album del King of Goth è sempre un evento degno di nota, anche quando ti lascia un pochino perplesso come questo 'Dig, Lazarus Dig!!!'. Un album molto Grinderman e poco Murder Ballads, se vogliamo, in cui il pianoforte è rimasto in soffitta ed in cui a farla da padrone sono i testi visionari, cupi e dannati seppure, al solito, con una marcata tendenza alla redenzione. Musicalmente si segnala un certo ritorno al rock sincopato dei suoi anni '80, ma non mancano comunque alcune divagazioni country blues proprie della sua ultima produzione. Nella title track, ad esempio, sarebbe difficile non cogliere alcuni richiami musicali allo Joe Strummer degli ultimi Clash, richiami in cui si muove questa sorta di Lazzaro al contrario, che non si alza, bensì scava, scava sotto New York alla ricerca di catene da spezzare, le catene con cui la società moderna improgiona la spiritualità dell'essere umano. Biblico.

6 - Where Is My Mind - Yoav (da 'Charmed & Strange'): Per l'angolo della cover invece, concluderei con Yoav. Musicista eclettico e poliglotta, nato in Israele, cresciuto in Sud Africa e ora stabilizzatosi nel Regno Unito. Lo potremmo inserire in questo nuovo filone di pop minimalista che vede in Fink l'interprete probabilmente più talentuoso. Anche il suo 'Charmed & Strange' (come 'Distance & Time' di Fink) infatti è strutturato e composto da pezzi squisitamente pop (con sottili venature a volte blues altre soul) approcciati rigorosamente ed unicamente attraverso voce e chitarra acustica e sulle quali, però, si appoggia un'elettronica minimalista a mò di ombra in controluce. La sua versione di questo classico dei Pixies rende perfettamente l'idea di cosa aspettarsi da questo album decisamente accattivante. Una versione, peraltro, se non al livello dell'originale, quanto meno decisamente superiore ad alcune che mi è capitato di ascoltare negli ultimi anni (penso a quelle dei Placebo e dei Nada Surf) se non altro perchè non la scimmiotta, ma la rallenta, eliminandone la ritmica e astraendola dalle logiche del punk rock. Rarefatto.

martedì 12 febbraio 2008

Confirmed Dead

Morti?
Ma sarà davvero così?
Eh eh eh..

Lost - Stagione 4 - Episodio 2 'Confirmed Dead' (con sottotitoli in italiano)

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Sottotitoli

(Ari) Buona visione!

martedì 5 febbraio 2008

Persi e dispersi

Siete anche voi in preda alla più devastante astinenza isolana? Anche voi in trepidante attesa di sapere quali saranno gli sviluppi dopo l'incredibile puntata finale della terza serie? Anche voi da un paio di mesi non dormite pensando a quale dei personaggi creduto morto verrà fatto resuscitare dal perfido J.J. Abrams (a proposito del quale evitate assolutamente il suo deludente 'Cloverfield' in questi giorni al cinema!). Ebbene venerdì scorso sulla ABC finalmente è andata in onda la prima puntata della quarta serie (che ahinoi sarà monca.. solo 8 puntate a causa del noto sciopero degli sceneggiatori)....

Lost - Stagione 4 - Episodio 1 'The Beginning of the end' (con sottotitoli in italiano)

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4

Buona visione!

lunedì 4 febbraio 2008

Vestiti, matrimoni e buone azioni a San Valentino

(vedasi qui)

Antony ha disegnato un vestito che andrà all'asta su Yoox.com e i soldi raccolti andranno al Sylvia Ravera law project (che tutela e paga le spese legali in USA per chi ha problemi di identità di genere...es. per dirla in parole povere: il trans licenziato perchè si scopre che è trans o un gay menato a sangue solo perchè gay che ha poi bisogno di sostegno psicologico e legale ecc). Antony ci tiene molto. Il 14 febbraio parte l'asta su ebay USA... Se anche voi, come me non siete tagliati per quest'abito e/o non potete permettervelo fate girare la news comunque!


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Un’iniziativa che vede la collaborazione tra differenti universi creativi, accomunati dal desiderio di dare vita ad originali progetti etici ed estetici.

Su queste basi è avvenuto l’incontro tra YOOX.COM, la boutique virtuale di moda e design n.1 al mondo, ed Antony, il musicista inglese amato da Lou Reed, che, con soli due lavori, ha guadagnato il plauso del pubblico e della critica internazionali, aggiudicandosi nel 2005 il prestigioso Mercury Music Prize, per l’album I’m a Bird Now.

Frutto della collaborazione, un abito disegnato dall'autore e prodotto da YOOX.COM che sarà venduto all’asta su EBAY USA dal 14 Febbraio e il cui ricavato andrà, per volontà dell’autore, al Sylvia Rivera Law Project (SRLP), l’associazione americana che lotta per l’autodeterminazione delle identità di genere, al di la’ delle differenze di razza e di classe sociale.

L'abito, in jersey di seta bianco, realizzato a mano e prodotto in un unico esemplare autografato da Antony, ricorda un kimono. Le maniche sono corte, tagliate a vivo, sul davanti c’è un elegante disegno astratto. Alla stregua di una tunica, l’apertura è posta sul retro ed è annodabile su entrambi i lati, in modo da potersi adattare a differenti silhouette.

Nella sua linea essenziale e raffinata, impreziosita da un candore immacolato, il capo esprime tutte le caratteristiche della poetica musicale del suo autore: una poetica che attraverso poche, ma penetranti note ed una voce dalla purezza celestiale è in grado di parlare al cuore di tutti.

Speranza, dolore, disillusione, amore sono i sentimenti cantati da Antony, modulati secondo un intimismo quasi da camera, capace però di trasformarsi in una chiara presa di posizione sociale ed etica, che sottolinea come la dignità umana sia assolutamente inviolabile.

ANTONY per YOOX.COM è il primo di una serie di progetti che in futuro YOOX.COM svilupperà con altri musicisti.
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Antony sul progetto:

Nella sua natura essenziale ed elegante, il vestito che hai disegnato per YOOX esprime un senso di purezza e candore immacolato. E’ questo che volevi comunicare?
Ho scelto una forma molto semplice, quasi simile a un kimono. La stampa è uno dei disegni che ho realizzato ultimamente. Volevo suggerire una connessione astratta fra il vestito, la luce e il mondo tutto intorno.

Il ricavato della vendita verrà devoluto al Sylvia Rivera Law Project (SRLP). Vuoi dire qualcosa sul motivo che ti ha spinto a scegliere questa organizzazione?
E’ una bella organizzazione che difende i diritti delle persone transgender che hanno bisogno di aiuto legale ma non possono permettersi cause costose.

Nella musica pop l’ascesa di ogni genere è sempre andata di pari passo con l’affermarsi di un look collegato. Penso al rockabilly, al punk, al New Romantic e potrei proseguire… C’è un artista o un genere che ti interessa (o ti ha interessato) più per lo stile che esprime che per l’aspetto puramente musicale?
Mi piace molto lo stile “Hard times” londinese dei primi anni ’80. Mi trovo a cercare di imitarlo a ogni occasione possibile. Sostanzialmente si tratta di gente vestita da spaventapasseri!

Secondo te qual è il significato di un Vestito? E’ un modo di comunicare o semplicemente un capo senza ulteriori significati?
C’è un aspetto che riguarda semplicemente le linee e il disegno. Ma l’immagine in sé mi suggerisce qualcosa di leggermente mistico, un senso di luce in movimento, di animazione.

Sei interessato alla moda? Ci sono degli stilisti che prediligi?
Recentemente ho lavorato ad un progetto con Hussein Chalayan e i suoi lavoro sono davvero magnifici.

Se il vestito che hai disegnato per YOOX fosse una delle tue canzoni, quale sarebbe?
Spiralling.

Come immagini la persona che lo indosserà?
Come un fantasma.





mercoledì 30 gennaio 2008

Solo grandi successi.. (Gennaio 2008)

Avete presente quelle radio che ogni tanto annunciano enfaticamente una programmazione fatta da "..solo grandi successi senza interruzioni.."? Ebbene io (con cadenza, diciamo, mensile) proverei a fare altrettanto, con l'avvertenza però che se esistesse una radio che trasmettesse siffatte playlists probabilmente e al contrario di quanto mi accade sarei allora un affezionato radioascoltatore. Cominciamo da qui:

Birdantony's playlist I (Gennaio 2008) - Durata 24'20"


1 - Guaranteed - Eddie Vedder (da 'Into The Wild'): E' vero che l'album è uscito lo scorso ottobre, in contemporanea con la release del film negli USA e che pure lo stesso era sul podio dei miei album preferiti del 2007, però chissà che l'uscita cinematografica nelle sale italiane non lo rilanci anche a livello commerciale qui da noi. E poi 'Guaranteed' è davvero una canzone da ascoltare (e riascoltare) con quel suo incedere vagamente dylaniano e con l'inconfondibile vocalità di Eddie a de-cantare di libertà senza compromessi. Garantito.

2 - New York (Theme From New York) - Cat Power (da 'Jukebox'): Forse Cat riesce a dare il meglio di se stessa come autrice, eppure è già il secondo album di cover che ci propone e i risultati sono sempre nell'ordine dell'eccellenza. Come giudicare altrimenti il suo lavoro su questo pezzo arcinoto, per le interpretazioni di Frank Sinatra e Liza Minnelli? Andatura dinoccolata da blues polveroso e potente atmosfera on-the-road al limite della dissacrazione (almeno per un pezzo che si intitola 'New York'). Grandissima.

3 - Any More - Aaron Thomas (da 'Follow The Elephants'): Aaron Thomas è un cantautore esordiente nato in Australia e residente in Spagna, dopo anni di girovagare vario. Il suo cosmopolitismo è evidente nella sua musica, ma non ne rappresenta la discriminante principale ed il suo è un folk orchestrale alla Vetiver o alla Elvis Perkins caratterizzato però dalla una vocalità davvero splendida che a tratti (credetemi!) richiama quella, forse insuperabile, di Jeff Buckley. 'Any More' è una deliziosa marcetta da orchestrina folk con un incedere un pò zingaresco alla Beirut. Coinvolgente.

4 - Private Dancer - Little Annie con Paul Wallfisch (da 'When Good Things Happen To Bad Pianos'): Altro album di cover seppure con un'anima musicale molto differente da quella di Cat Power. Non è più Antony a produrla e allora Annie si lascia alle spalle gli abituali lieder pianistici a tinte depressivo - malinconiche per delle interpretazioni - divagazioni squisitamente sgangherate da fumosi bar della provincia americana. Una sorta di Tom Waits in gonnella, di quando nei '70 Tom Waits cantava: "E' il piano ad essere ubriaco, non io..". In questo senso la sua versione di 'Private Dancer' sovrasta nettamente quella originale di Tina Turner con quella sua aria malandata e vagamente circense. Irresistibile.

5 - A Compass Of The Light - Baby Dee (da 'Safe Inside The Day'): L'ultimo gioiellino scritto, suonato e cantato da Baby Dee rischia seriamente di farla uscire dalla comoda nicchia di Artista cult, pur non negandone comunque lo stato di Artista cool. 'A Compass Of Light' è forse l'anello di congiunzione fra la sua produzione precedente, caratterizzata da intimistiche ballads al pianoforte, e la teatralità sghemba da cabaret gotico-grottesco che pervade 'Safe Inside the Day' ed è una canzone di chiaroscuri delicati pur nella sua forte solennità. Commovente.

6 - Under Pressure - Xiu Xiu con Michael Gira (da 'Women As Lovers'): Altra cover, ma anche altra bella destrutturazione musicale. Eppure delle tre, almeno inizialmente, sembrerebbero proprio gli Xiu Xiu, destrutturatori per antonomasia, a trattare con maggior rispetto la versione originale del pezzo (dei Queen e David Bowie). Poi però in un battibaleno ecco che la canzone "viene posseduta da un demone belluino e brutale che la scaraventa tra gli inferi urlanti di sassofoni maldestri e guaiti impertinenti" (citazione perfetta da Joyello - Fard-Rock Blog) e allora ci si accorge che se 'Women As Lovers' è il primo vero e proprio disco di musica leggera (in tutti i sensi) degli Xiu Xiu, la leggerezza può essere solo forma e non anche sostanza. Celebrali.

7 - Best For Last - Adele (da '19'): Prendete Amy Winehouse, lasciategli il suo dinoccolato e svagato incedere carribean-cockney da South London, ma ammantatela con una veste decisamente politically correct. Fatto? Bene ora cancellategli gli schiribizzi Ronsoniani da Motown Records e sostituiteli con atmosfere jazzy-chic degne della più raffinata Blue Note Records. Fatto? Bene allora vi trovate davanti a '19', il primo disco di Adele che con le debite proporzioni sta a Etta James come 'Back To Black' stava alle Supremes. 'Best For Last' è una canzone che si sviluppa su un copione di sola voce e contrabbasso per poi aprirsi ad ogni inciso in un accattivante soul-gospel orchestrato ad ammiccare verso le charts. Promettentissima.

lunedì 28 gennaio 2008

Into The Wild

Due ore e tre quarti per riconciliarmi col cinema, dopo una serie di passaggi a vuoto. Due ore e tre quarti per sancire che se la felicità è forse condivisibile, la libertà è invece sicuramente indivisibile. Che se il vero amore è in fondo un atto compromissorio, la stessa libertà è gesto estremo di individualismo rivoluzionario. Chiunque abbia a cuore, anche in minima parte, il concetto di libertà non si perda per nessuna ragione al mondo questo film.

"..:tutti quelli che incontro, in gabbie che hanno comprato, pensano a me e al mio girovagare, ma io non sono mai quello che pensavano;ho la mia indignazione, ma sono puro in tutti i mei pensieri, sono vivo...

Vento tra i miei capelli, mi sento parte di ovunque, sotto il mio essere c'è una strada che va scomparendo; a notte fonda sento gli alberi, stanno cantando con i morti, sopra di me...

Lascia che mi occupi io di trovare un modo di essere, considerami un satellite in orbita per sempre; conoscevo tutte le regole, ma le regole non conoscevano me..."

Eddie Vedder, 'Guaranteed' (vincitore del Golden Globe 2008 per la miglior canzone originale in un film)